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ROBERTO VALLERIGNANI

Roberto Vallerignani nasce e vive a Narni. Autore poliedrico e regista, muove i primi passi nel mondo dell'arte con il concept musicale "Camel Obsession", divenuto poi un film-documento diretto da Folco Napolini con protagonisti Amanda Sandrelli e Blas Roca-Rey. Firma inoltre la regia e i testi del musical "Ogni Bambino è un Re", realizzato insieme ai Jalisse.

Nel cinema ha all’attivo tre produzioni di cui ha curato regia, sceneggiatura e colonne sonore originali: il lungometraggio "Ed è subito sera", il cortometraggio "Rimmel" (pluripremiato nei festival internazionali) e il corto "La peste", selezionato in numerose rassegne. Attivo anche sul fronte letterario, dopo le pubblicazioni di "La sella del vento" (adattato per il grande schermo dal regista Andrea Sbarretti), "Angelo ingordo" e "Bentornati a Villa Paradiso", è in uscita la sua quarta opera: la raccolta di racconti e poesie "Frame" (Edizioni L’Arca di Noè).

Dopo diverse esperienze come produttore (Outback, Amico Fragile, M&M) e il percorso vicino al rock progressive di Camel Obsession, Vallerignani approda alla canzone d'autore con l’album "Dell’amore e di altre inezie", anticipato dal singolo "Ballarò". Il disco, frutto di una lavorazione durata circa sei anni a causa dei rallentamenti imposti dalla pandemia, affonda le proprie radici nel cantautorato italiano degli anni ’70 e ’80 e nel progressive classico — terreno comune che in passato avrebbe dovuto ospitare anche una collaborazione con Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso.

Il progetto si avvale della collaborazione di musicisti di primo piano del panorama nazionale: Michele Ascolese (storico chitarrista di Fabrizio De André, curatore degli arrangiamenti di due brani), il batterista Lele Anastasi (Venditti, Zarrillo), il pianista e arrangiatore Stefano Pettirossi (Mogol) e il chitarrista Davide Pieralisi (Zarrillo, Alessandra Amoroso).

Con una scrittura densa e orientata a un alfabeto espressivo ampio, Vallerignani sceglie di dar voce alle solitudini e a quegli invisibili che hanno costruito silenziosamente il Paese con dignità e sacrificio. Un racconto che mette a nudo le ipocrisie e il cinismo contemporaneo, con il preciso intento di insinuare negli ascoltatori il valore trasformativo del dubbio.