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GIOACCHINO FITTIPALDI

Gioacchino Fittipaldi lavora stabilmente nel mondo della musica da trent'anni. Il suo percorso ha radici precoci: inizia a 8 anni con lo studio del pianoforte e a 13 assume il ruolo di batterista nella band del padre. La sua preparazione tecnica si consolida presso il Conservatorio "Gesualdo da Venosa" di Potenza, dove studia percussioni e chitarra classica. Polistrumentista, utilizza nei suoi progetti la chitarra (classica ed elettrica) e l’armonica a bocca. Un elemento centrale della sua identità è il legame con il territorio: nato a Lagonegro, ma vive da sempre a San Severino Lucano; ha scelto di mantenere il proprio paese d'origine come base operativa e creativa costante.
Le sue radici musicali uniscono il rock internazionale alla scuola del cantautorato italiano. Tra i riferimenti principali figurano i Pink Floyd, i Dire Straits e i Metallica per la costruzione del sound e l'energia strumentale, affiancati dalla profondità narrativa di Fabrizio De André, Francesco Guccini e Francesco De Gregori. La sua direzione artistica risente inoltre di mondi sonori vicini ad artisti come Caparezza e gli Afterhours, confluendo in un pop-rock d’autore che bilancia tradizione e produzione moderna.
Il percorso discografico recente è segnato da collaborazioni con diversi produttori: nel 2022 pubblica "Il boschetto alla rovescia" con Lorenzo Sebastiani, nel 2023 l'EP "Bianco Nero....Arcobaleno" con Francesco Procacci e Andrea Allocca, mentre dal 2024 collabora stabilmente con Pietro Foresti. Per la finalizzazione dei suoi lavori, Fittipaldi si avvale di un team che comprende produttori, grafici e management, mantenendo la supervisione totale sulla direzione artistica e narrativa dei suoi spettacoli.
Anche se non ama indicare brani preferiti o rappresentativi, per approcciarsi alla sua musica: si possono comunque indicare questi 3 titoli: Rubata a Dio, Il boschetto alla rovescia e Per quello che non ho.
A maggio 2026 è prevista l’uscita di "Frammenti", brano scritto anni fa in seguito alla perdita di una persona cara e prodotto con Pietro Foresti mantenendo testo, melodia e assolo di chitarra originali per preservarne l'intento iniziale.
Attraverso la sua musica, Fittipaldi esplora i contrasti umani e il delicato equilibrio tra introspezione e osservazione sociale. Il suo racconto invita alla ricerca di senso e alla riscoperta della propria identità.