Piergiuseppe Gereschi, in arte Pete Jersey, nasce a Roma nel 2003. Inizia giovanissimo a studiare musica, dapprima come diversivo, poi come un obiettivo da raggiungere. Ama tutti gli strumenti ma, prima ancora del canto, si appassiona allo studio degli strumenti armonici come la chitarra e il pianoforte.
Comincia ad abbozzare alcune idee attingendo dalla realtà che lo circonda e da circa sei anni – ovvero dal periodo post-pandemia – lavora a un progetto personale che possa rappresentare la sua estetica musicale. Da sempre grande fan di Michael Jackson, grazie ad album come “Thriller” scopre il mondo della West Coast americana, innamorandosi del sound degli anni '80, che risulta essere la sua maggiore influenza musicale, sempre presente in ogni sua produzione.
L’idea del titolo dell’album, “Storie d’annate”, gli nasce un giorno osservando due ragazzi seduti su una panchina che, invece di parlarsi, stavano chattando tra loro sui rispettivi smartphone. Questo totale scollamento dalla realtà è presente nei primi due singoli: “Come due acrobati” e “Via”. Nel primo si parla del timore di esporsi con l’altra persona e della necessità di cercare a ogni costo una “comfort zone” anche nell’ambito delle relazioni interpersonali; nel secondo brano, invece, si affronta il tema della dipendenza affettiva che rappresenta, oggi più che mai, il male di questo secolo.
Pete Jersey è affiancato dal musicista e produttore Marco Iacobini, con cui realizza tutte le sue produzioni discografiche. Essendo anche un grande amante della fotografia, collabora spesso con il fotografo Simone Cecchetti, che ha curato personalmente sia le copertine dei due singoli sia lo shooting dell’album (fatta eccezione per la cover del disco).
Pete Jersey è un artista che parla alla sua generazione ma che, trattando tematiche universali, si rivolge a un pubblico ampio, anche anagraficamente più adulto e smaliziato. Punta a raccontare la fragilità dell’animo umano attraverso l’osservazione della realtà e spera di poter raggiungere una platea sempre più vasta, lavorando con costanza: senza fretta, ma senza sosta.